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"Vedevo le cose in maniera diversa da come le vedevano loro. E quello che vedevo io, loro non lo vedevano."

S. Dalì

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19 gennaio 2004
Rumors...
Si dice in giro che ludiprussia abbia abbandonato il blog a causa di una donna bellissima e fatale che lo ha reso schiavo dei suoi desideri per 10 giorni impedendogli di raggiungere la sua postazione internet .
ٱ VERO
ٱ FALSO
p.s.: solo gli stupidi non cambiano idea (io sono stupido)
| inviato da il 19/1/2004 alle 23:8 | |
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10 gennaio 2004
Adeus
Ho sempre pensato... Meglio una morte rapida che una lenta agonia. Vale anche per il blog. Grazie per la compagnia amici del Cannocchiale, spero di avervi lasciato un buon ricordo
Buena Vida
Lu Di Prussia
| inviato da il 10/1/2004 alle 13:33 | |
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23 dicembre 2003
Capita un lunedì sera
Uscire tardi con un'amica e parlando e bevendo e fumando e parlando scoprire che lei ti piace, ma ti piace proprio... sempre di più, sempre di più fino a che non puoi fare a meno di baciarla in una Trastevere semideserta, ancora e ancora e non vorresti fare altro... anche se è la notte più fredda dell'anno ma tu te ne accorgi soltanto dopo... quando rimani solo
| inviato da il 23/12/2003 alle 19:50 | |
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21 dicembre 2003
Quando ludiprussia dava il nome ai motorini
In principio fu un Ciao, vinto dal papà di Lu a una riffa di paese grazie ad una combine abbastanza losca ma non rara in eventi di questo tipo. Ci vollero due anni di suppliche e ottimi voti alle versioni di latino perchè il giovane ludiprussia potesse usufruire del suo gioiellino rosso per andare a scuola. La gioia di parcheggiare Morrison accanto agli altri dueruote dei colleghi viscontini durò solo pochi mesi infatti un giorno d'estate Morrison sparì insieme al fetente che se lo rubò sotto scuola.
16 anni a Roma e il culo per forza su un sellino, ma quando non è il tuo non c'è lo stesso gusto... e così altri sacrfici, ottimi voti ai compiti in classe di matemaatica, lavoretti pomeridiani per entrare da St.Peter Moto, a Borgo e uscirne con un Vision bianco/blu nuovo di zecca: Jenny Vixen faceva la sua comparsa sulle strade cittadine. Prime garette, modifiche, sequestri (un mese di separazione forzata tra autobus, passaggi rimediati e conti alla rovescia interminabili), nuovi quartieri e ragazzine dietro - puoi stringermi se vuoi - e il brutto incidente sotto casa che mette fine alla carriera della piccola Jenny dopo due anni di vita.
Grazie ai soldi dell'assicurazione il neoricco neodiplomato ludiprussia può comprarsi un nuovo SH blu che battezzerà Shanti Bailor... inizia così un sodalizio storico tra uomo e macchina: Shanti è sempre insieme a ludi, lavorano insieme come pony express per mesi a respirare lo smog del centro, vanno all'università quasi tutti i giorni... tante ragazze e amici di dietro tanto da optare per una sella lunga da rubare insieme al "prof" dopo che si sono fregati la mia.
Shanti Bailor muore di vecchiaia dopo un tot di chilometri, abbandonata nel cortile di casa, un male incurabile al motore le dà il riposo eterno.
Ludiprussia ha lasciato da tempo il mondo delle corse cittadine e adesso si dedica al rimorchiaggio intellettuale tra teatri trasteverini e feste di artisti: il mezzo di trasporto è un burbero vespone 150 del '79 targato Como di nome Rezzonico che ha la tendenza a rompersi nei momenti meno indicati ma che ancora sopravvive nel garage condominiale.
Ora c'è uno Scarabeo 125, bello e veloce ma, come dire... ha poca personalità o forse ludiprussia ha meno fantasia visto che il suo scooter non ha ancora un nome
| inviato da il 21/12/2003 alle 2:41 | |
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18 dicembre 2003
Maestri a confronto - 4
Il concorso più famoso del Cannocchiale si rinnova anche in questa occasione: oggi a confronto due scattii in B/N, su un tema caro al sottoscritto: il culo femminile. Votate, votate, votate

Ellen Von Unwerth - Germania - anni '80

Jean Loup Sieff - Francia - anni '30
p.s.: chi ritiene questo post volgare non ha capito niente della vita
| inviato da il 18/12/2003 alle 14:8 | |
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18 dicembre 2003
Scherzi lù?


| inviato da il 18/12/2003 alle 1:9 | |
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10 dicembre 2003
Il nuovo giuoco dell'arte
INDOVINA IL PITTORE MISTERIOSO chi è?:

Al vincitore due ingressi omaggio al privé del Mesca
| inviato da il 10/12/2003 alle 22:29 | |
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8 dicembre 2003
Trash, molto trash
Ore 6:35 - Ultimo Vodka/pompelmo alla barra dell'Insane:
- Ludi: Emy, dovrei parlarti di una cosa importante... - Emy: Non ora Lù, parlamene quando sono lucido - Ludi: Ecco, appunto...
Mi dà un bacio e torna a ballare con la cicciona australiana
| inviato da il 8/12/2003 alle 14:6 | |
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7 dicembre 2003
Impara il romanesco
Bando alle tristezze, oggi inizia un a nuova rubrica sulle pagine del Cannocchiale: la Ludiprussia Blog Educational™ è lieta di presentare: IMPARA IL ROMANESCO, per i poveri sprovveduti che vengono a Roma a cui capita di sentire espressioni del tipo: "Ho fatto 'no stronzo tarmente duro che ppe mannallo ggiù c'ho dovuto fa a spadate (realmente sentita in corsia al Policlinico). Dunque cominciamo con alcuni termini tipici. SCALLAPIZZETTE (anche SCARDAPIZZETTE): dicesi di moto/motorino di età vetusta, spesso modificato e in evidente stato di scarburamento avanzato, producente rumore assordante ed inconfondibile. Non si conosce l’inventore di questa parola ma è sicuramente un genio metropolitano. Frase tipo: "Aho e spegni quoo scardapizzette, che me stai a spappolà er cervello". INGARELLAMENTO: Sorta di sport suburbano praticato da automobilisti e motociclisti senza scrupoli che consiste nello sfidare il proprio vicino al semaforo con sguardi alla Gioventù bruciata e sgasamenti più o meno rabbiosi e poi lanciarsi in una gara a velocità smodata nel traffico metropolitano fino alla sparizione di uno dei due contendenti. Luoghi cult dell’Ingarellamento cittadino sono il Parcheggione della Magliana, il rettilineo della Colombo e - per i motorini - il Lungotevere nelle ore di punta. Frase tipo: “Stamattina me so ingarellato co’ un Gorfe (Golf) su viale Marconi: jò segato le recchieeeee (gli ho segato le orecchie - fig.)” E’ tutto per la prima puntata Se vedemio
| inviato da il 7/12/2003 alle 22:43 | |
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1 dicembre 2003
Il solito Schadeberg
Però sul fondo del mare io...

| inviato da il 1/12/2003 alle 19:36 | |
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28 novembre 2003
Giocare sul Blog
Crasse risate
| inviato da il 28/11/2003 alle 22:47 | |
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23 novembre 2003
Leroy & Leroy
Sapete che Leroy è morto? Da tempo malato di AIDS, la stella di Saranno famosi ha avuto un ictus mercoledì scorso e se n'è andato a ballare nei teatri dell off-heaven. Ho conosciuto Leroy una sera d'estate ai tavolini della vineria di Campo de' Fiori: si faceva offrire da bere e in cambio faceva dei salti mortali, poi mostrava i muscoli e se ne andava via insieme ai suoi amici gay. C'è un altro Leroy sulla scena adesso: si chiama J.T., scrive romanzi allucinanti sulle periferie americane (ho appena finito il suo sconvolgente The heart is deceitful above all things) e magari un giorno passerà a Campo de' Fiori... allora gli offriremo da bere
| inviato da il 23/11/2003 alle 15:52 | |
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23 novembre 2003
Maestri a confronto
La crocifissione vista da due grandi artisti del ventesimo secolo. Facciamo un sondaggio
Pablo Picasso
1930
Renato Guttuso
1941
ki scegli?
| inviato da il 23/11/2003 alle 0:24 | |
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22 novembre 2003
Ar Goa
Alla fine degli anni 90 c’era una sola discoteca a Roma degna di questo nome: il Goa di Via Libetta, bhè sta ancora là e poco è cambiato: stessa difficoltà nell’entrare se non si conoscono gli organizzatori, stessa folla di gente all’ingresso, stessi prezzi alti, ma adesso abbiamo i soldi per prendere un tavolo e siamo circondati dalle appariscenti ragazze semisnob che frequentano i privé romani. Ricordo una serata in cui a Tagliatatela rubarono il portafogli e lei se ne fregò bellamente continuando a ballare fino al mattino (dopodiché si fece l’after hour in questura); ricordo i bigliettini delle consumazioni falsificati ad arte dai Guru’s bros che ci hanno fatto bere gratis (e tanto) per un’intera stagione; ricordo una litigata storica con la mia Julia (succedeva ogni volta che mettevamo piede in qualsiasi luogo in cui ci fossero donne presenti) ma era stupenda lo stesso; ricordo che ieri sera sono entrato ma non ricordo di essere uscito, né di essere tornato a casa… eppure mi sono risvegliato nel mio letto.
Mi sto riprendendo adesso (grazie Jobim)
| inviato da il 22/11/2003 alle 22:16 | |
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19 novembre 2003
Memories on TV
Quando vivevo in gran Bretagna guardavo spesso la televisione: mi piacevano molto i documentari della BBC e i reality show di tutti e 5 i canali pubblici, però quello che veramente mi faceva impazzire erano le TV comedies. Mi introdusse a questo genere televisivo il mio coinquilino Chris, malato di cancro che non usciva mai, mangiava solo cibo precotto e si sbomballava di canne con il suo amico skinheads, poi ogni sera andava al blockbuster all'angolo e si affittava 3/4 videocassette. Così ho conosciuto l'albergatore casinista John Cleese di Fawlty Towers, i giovani pazzoidi di The Young Ones, il mitico Delboy di Only Fools and Horses, la Royle Family, la famiglia più svaccata d'Inghilterra, il perfido Rowan Atkinson di Black Adder e soprattutto il fantastico Father Ted, che vive su una sperduta isoletta irlandese insieme al giovane seminarista Father Doug e all'ubriacone Father Jack che, sempre ubriaco, dice solo "Drink" e "Feck".... mitico, mitico, mitico...
ma qualcuno ha idea di cosa stò parlando?

| inviato da il 19/11/2003 alle 23:7 | |
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17 novembre 2003
Vieni Lù?

| inviato da il 17/11/2003 alle 21:17 | |
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15 novembre 2003
In un giorno così grigio:
Avrei voglia di svegliarmi accanto alla donna che amo, svegliarla facendole capire che ho voglia di lei, fare l'amore, vestirmi in fretta per andare a comprare i cornetti, mangiarli nel letto, sbriciolare dappertutto, farlo di nuovo, più a lungo stavolta, riaddormentarsi abbracciati nel letto sporco... continuare così fino a sera... poi perdersi e ubriacarsi tra la folla di Parigi
 in un giorno così grigio... avrei voglia di sentirmi innamorato
| inviato da il 15/11/2003 alle 12:24 | |
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10 novembre 2003
Capisci che sei su una cattiva strada quando...
Torni a casa alle 4 del mattino 4 giorni su 7. Esci con gente che ti parla di ovuli colorati. Non ricordi più di che colore è la tua racchetta da tennis. Le ragazze che ti stanno intorno la darebbero al padre sessantenne di uno dei tuoi migliori amici. L'unica idea che ti viene in mente è un blog pieno di ubriaconi. Incontri un ex collega spagnolo a Trastevere e non riesci a ricordare il suo nome, nonostante abbiate studiato insieme per mesi. La tua sorellina preferita ti dedica mezz'ora a settimana (ciao stronza). Ti svegli alle 12.30 di lunedì mattina pensando che forse avresti dovuto essere da un'altra parte (tipo al lavoro)
| inviato da il 10/11/2003 alle 13:36 | |
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3 novembre 2003
Che fine ha fatto François Corti?
Tempo fa noi bambini ci chiamavamo per nome e cognome, portavamo il grembiulino blu delle prime elementari e in generale capivamo poco di quello che ci succedeva attorno. Il mio compagno di banco era un bambino di nome François ed era uno strano: la sua mamma era matta e/o francese e ci invitava tutte le settimane a casa sua per giocare e fare i compiti con il figlio(nonostante François avesse dei giochi da sogno e la merenda fosse di prima classe, alcuni bambini non ce li mandavano), mentre il papà era un mistero insolubile per noi "normali figli di due genitori ai quali veniva nascosto tutto quello che orbitava al di fuori della morale comune". François faceva numerosi tic e aveva degli attacchi che poi scoprii si chiamavano epilettici: nessuno lo capiva quando incominciava a piangere e a fare il matto e tutti i compagni ne avevano più o meno paura. Io ero, per così dire, costretto dalla mia democratica nonna a stargli vicino, ma anche a me faceva paura... dopo l'estate non è più venuto a scuola, non ricordo se la maestra ci disse qualcosa in proposito e non ne ho saputo più niente: chissà che vita difficile avrà avuto, che merda di vita
| inviato da il 3/11/2003 alle 20:23 | |
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3 novembre 2003
Kitsch or Kafka? Bill Crandall spots kisses in Praga

| inviato da il 3/11/2003 alle 19:58 | |
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31 ottobre 2003
Soundtrack: Outkast - Spottieottiedopaliscious
Nella memoria di molti romani è indelebile l'immagine della GATTARA: questa figura della Roma popolare, invariabilmente in ciavatte e vestaglia, con in mano un piattino di plastica con gli avanzi dei rigatoni, si aggira sotto casa vostra evitando accuratamente di pestare le cacche dei cani della zona. Roma è piena di gattàre e gattàri che vivono in simbiosi con questi felini di piccola taglia e spesso li elevano al rango di loro migliori amici. La mia ragazza (a quanto pare io sono il suo ragazzo, o almeno così mi definisce, parlando al telefono con la sua amica) è una gattàra che si sbaciucchia i suoi due micetti dalla mattina alla sera... IO SONO ALLERGICO AI MICIIIII non credo che quetsa storia durerà a lungo...
| inviato da il 31/10/2003 alle 1:6 | |
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29 ottobre 2003
Tra 50 anni
- Ehi Mi sono due ore che scrivi 'sto post, ti dai una mossa?
- Calmati NSR, mi trema la mano
| inviato da il 29/10/2003 alle 19:56 | |
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28 ottobre 2003
Nick e soprannomi
I nostri nicknames ce li scegliamo noi: simpatici o altisonanti, impegnati o stupidotti, referenziali e autoreferenziali ci accompagnano su queste pagine senza lasciarci mai, apparte alcuni casi sporadici di cambio nick dovuti a cause di forza maggiore (openblog) o a ventate di nausea per se stessi (fetish?). Il realtà il nick o soprannome a Roma c'è sempre stato: io sono stato per anni "er lacrima" a causa dei miei occhi piagnucolosi e ancora adesso qualcuno mi chiama "luchetto" (anche se non sono + tanto piccolo). Chi di noi non conosce almeno un roscio? In quale comitiva non c'è uno soprannominato ciccio? Beati quelli che il soprannome se lo danno da soli... Saluti al Professore, Rigatone, Sandrino, Korraskio, Bobbo, er Trecca, Lollo, Secio, Marcolino, Utte, Guru, Paoletto, Mighelona, Ilanyyy, Kepo, Ninnino, er Palla, e chi + ne ha + ne metta...
| inviato da il 28/10/2003 alle 19:48 | |
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26 ottobre 2003
A Bologna, che ce siete venuti affà?
L'odioso coro risuona nelle mie orecchie mentre mi vedo uscire dal campo a testa bassa: il primo cartellino rosso di un'onesta carriera calcistica lontano dai riflettori. Che ce siete venuti affà? 11 giocatori e 1 tifosa, un portier alto 1.65, un negro scorreggione e un musulmano che chiede in giro quando inizia il ramadan in Italia che sennò stasera non si può ubriacare. Che ce siete venuti affà? Pure dal Belgio? 12 ore di macchina per arrivare ultimi... che? voi due venite da Roma? e chi vi ha fatto entrare? Però poi... ma che ce l'hai una canna? Olandese eh? E le tifose baresi convertite alla nostra causa di scarsi ma belli, un hotel superlussuoso con cameriere carine, un rave affollato per Bologna di notte, gli ex colleghi, ex compagni, sempre amici, per ridere, scherzare, incazzarsi, esultare, correre, insultarsi... semo venuti a giocà appallone.
| inviato da il 26/10/2003 alle 22:52 | |
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20 ottobre 2003
ça va?
Sono mancato? Sì, lo sono... ma anche il blog mi è mancato e a Parigi è stata dura per svariati motivi. Primo il lavoro: di giorno a causa di continui meetings, presentazioni e altre stronzate non ho avuto tempo di vedere nulla, neanche le mostre di Cocteau e Basquiat che dovevano essere un must alla partenza. Secondo il sesso: con la mia ex amorosa non facciamo altro per due notti; ciò mi provoca un'arretratezza di sonno e una spossatezza che influiscono non poco sulle mie mansioni di public relation e fanno incazzare (moderatamente) il mio capo. Terzo il tempo: un freddo di Dio e mi sono portato solo un rennino oltre al mio business dress di ordinanza. Quarto il mio collega sprovveduto che è tipo ombra e che nell'unico pomeriggio libero mi costringe ad un giro allucinante di shopping-for-souvenirs sugli Champs Elysees e ad una cena da Hippopotamus con approccio fantozziano a due strafiche parigine che ovviamente ci mandano in bianco (anche grazie alle vistose buste di WaltDisney che ci portiamo dietro).
| inviato da il 20/10/2003 alle 19:45 | |
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12 ottobre 2003
Hardcore Sarturday
Dopo aver bevuto e fumato smoderatamente con i miei familiari Paolo e Monica mi sono ritrovato agli Ex magazzini con un gruppetto di semisconosciuti tra cui una ragazza frikkettona che mi piace da un po'. Dicono che l'alcool fa cadere le inibizioni, così dopo 20 minuti ci baciavamo e dopo un'ora passata a cercare di seminare gli amichetti, siamo finiti a fare l'amore al Gianicolo. E' l'alba e lei mi chiede: ma tu come ti chiami? Luca e tu? Elisabetta. Ma già lo sapevo
| inviato da il 12/10/2003 alle 18:17 | |
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11 ottobre 2003
Il Branca... com'era
Tavolacci di legno e un pratone sul retro, i ricordi sono annebbiati dal fumo che circolava in quantità industriali... concerti autoprodotti dei "Villa Ada Posse", il té la domenica pomeriggio e quella volta che Danielino tornava dall'India con l'oppio... fanga se pioveva, i raves e i sogni di una musica diversa, Paoletto con il microfono in mano, ragazze con i capelli bicolori e per la prima volta a Roma il geniale Talvin Singh, ma già era un'altra cosa e oggi se a Roma voui vendere alcolici devi pagare 250mila € per la licenza...
| inviato da il 11/10/2003 alle 4:9 | |
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10 ottobre 2003
Le pischelle serie
L'altra sera mi sono ritrovato in un festino presso Ponte Milvio a casa di un vecchio compagno con il quale avevo rotto da tempo. C'erano diversi personaggi legati alla mia adolescenza di ragazzotto semipariolino fankazzista motorizzato tipico romano. C'era anche un'ex che all'epoca voleva rimanere casta fino al matrimonio e che poi ho scoperto l'ha data a un bel po' di conoscenti prima di legarsi stabilmente ad un noto testa di kazzo di zona. Mighela è rimasta blokkata su un divano tutta la sera da colui che è stato definito il miglior venditore di tappeti del pianeta e la mia ragazza (ah ah ah) non si è neanche presentata con la scusa di una cena programmata da tempo con la solita amica appena mollata... bla bla bla. Così mi sono dedicato al gruppetto di aspiranti modelle straniere, partecipando svogliato al gioco di chi la sparava più grossa tra i numerosi spasimanti presenti. Mig mi ha mollato presto e mi è sembrato naturale chiedere un passaggio alla mia ex con in mente secondi fini non dichiarati ma evidenti agli occhi dei più attenti, tra questi l'attuale fidanzato che infatti se l'è portata via prima che potessi salire in macchina. Nel taxi verso casa mi sono venuti in mente i pomeriggi in discoteca vestito come un coglionazzo; il mio vecchio vision 50, morto in un incidentaccio sotto casa; le feste del sabato sera dove il 50% delle persone non conosceva il proprietario di casa e le voglie adolescenziali represse da ragazzine deficenti che puntualmente ti levavano la mano dovunque tu l'apoggiassi.

| inviato da il 10/10/2003 alle 20:6 | |
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8 ottobre 2003
Weeeeird
Sono due anni che non vado a Parigi, ci devo tornare con piacere per lavoro tra 2 weekends . Lei è stata a Parigi solo una volta in 26 anni, ci passerà un weekend di ritorno dalle sue vacanze-riposo con la famiglia nel sud della Francia. Abbiamo promesso di fare di tutto per incontrarci. Se recentemente avevo acquistato un minimo di stabilità emotiva questa incredibile, assurda coincidenza l'ha fatta sfracellare sul primo albero del Bois de Boulogne.
| inviato da il 8/10/2003 alle 20:8 | |
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27 settembre 2003
Perché non sarò mai un manager di successo
- Perché tutto quello che ho letto e ricordo non ha nulla a che fare con trading, joint ventures o gaps in the market. - Perché le mie camicie sono di solito sgualcite e spesso non mi faccio la barba. - Perché sono troppo pigro e disinteressato per farmi fare dei bigliettini da visita. - Perché non ricordo mai i compleanni, arrivo tardi ai briefings e mi defilo sempre tra i primi tre. - Perché ho un'opinione calcistica di scarso rilievo non essendo tifoso di nessuna squadra e non sapendo con precisione quali siano le squadre italiane in Champion's League. - Perché la musica che ascolto mi sembra qualcosa di lontanissimo dalle persone che ho intorno. - Perché la "Prussiamobile" non è propriamente una macchina di CLASSE A e a volte puzza un po' anche. - Perché non sono simpatico. - Perché non riesco a leccare il culo di nessuno che non sia quello profumato della mia ragazza. - Perché non mi frega niente di vivere in una società dove tutto è in vendita, anche la parole e le idee. - Perché a 30 anni ancora faccio i botti cor motorino... gracias a Santa Brecciolina e San Pietrino, patroni degli scooteristi di città.
| inviato da il 27/9/2003 alle 22:42 | |
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